Francesco Tabusso

 


È dedicata al pittore torinese Francesco Tabusso la prossima esposizione temporanea organizzata  dall’Assessorato Istruzione e Cultura presso il Castello Gamba di Châtillon.

L’esposizione, visitabile con il biglietto di accesso al Castello Gamba, sarà aperta al pubblico fino al 18 giugno con orario 13.00- 19.00. 

 


L’esposizione, inserita all’interno della rassegna “Détails”, ideata e organizzata con l’intento di valorizzare la collezione di proprietà regionale, proprio partendo da un quadro conservato presso il Castello Gamba, intende approfondire la conoscenza di Francesco Tabusso, artista cresciuto alla scuola di Felice Casorati, distintosi fin dall’inizio per la peculiare vena narrativa, insolita e controcorrente nel panorama artistico contemporaneo. Al centro del percorso espositivo, curato per l'Archivio Francesco Tabusso da Veronica Cavallaro, curatrice insieme a Elena Pontiggia del catalogo ragionato dell’artista, e con la collaborazione di Sandra Barberi, è l’opera Costume di Gressoney, una tela a olio e collage realizzata in occasione della partecipazione da parte dell’artista all’esposizione La Valle svelata, allestita nel 1977 presso la Tour Fromage di Aosta.

Il progetto espositivo, frutto di una sinergica collaborazione tra l’Assessorato e l’Archivio Francesco Tabusso, che ha coordinato l’ideazione e la curatela scientifica della mostra, documenta il lavoro svolto dall’Assessorato nella valorizzazione e promozione della cultura figurativa presente nella ricca collezione di proprietà regionale conservata presso il Castello Gamba. La filosofia delle esposizioni della serie “Détails” si riassume nel binomio costi misurati e contenuti scientifici di alto livello: una sfida ambiziosa, che punta a fare del museo un luogo di scoperta dell'arte moderna e contemporanea accessibile ad un ampio pubblico, perché la buona cultura non può e non deve essere necessariamente né costosa néélitaria.

Intorno al dipinto di proprietà regionale si snoda un articolato percorso espositivo con opere che richiamano suggestivamente il mondo contadino e montanaro, tra le quali merita attenzione Interno del Chietto del 1962, un icastico ritratto di gruppo a grandezza naturale ambientato in un alpeggio della Val di Susa, opera cruciale nella definizione dello stile e dell’identità dell’artista, ma anche altri soggetti cari al pittore, che raccoglie suggestioni  di sapore letterario accanto ad altre tratte dalla tradizione agiografica.

Il soppalco accoglie una selezione di opere grafiche mentre nello spettacolare spazio dell'altana è ubicata l’ultima sezione con una riflessione sui maestri del passato, coltivata da Tabusso fin dai tempi dell’apprendistato, attraverso una galleria di personaggi tra cui Eros e Thanatos, sempre di proprietà regionale, scelti in coppia e a confronto sul tema della citazione nascosta o esplicita.




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