Le Opere in deposito

La collezione della Regione autonoma Valle d'Aosta è stata costituita nell’arco di sessanta anni attraverso acquisizioni, donazioni e lasciti, premi e presenta la coesistenza di due filoni principali: la rappresentazione del paesaggio alpino e della gente della Valle - rispecchiate dai dipinti più antichi con opere che vanno da Turner e Juillerat a Ashton, Delleani, Bazzaro - e la partecipazione alla cultura artistica internazionale del ‘900 come segno di appartenenza alla comunità italiana ed europea. Dalla pittura di ‘800 e ‘900 dedicata alla montagna all’arte italiana tra le due guerre, soprattutto per quanto riguarda la scultura, a quella del secondo dopo guerra includendo le opere degli artisti della Valle dal ‘900 ad oggi. L’attenzione per l’arte moderna prende avvio in Valle d’Aosta con il Gran Premio Saint-Vincent per la Letteratura e le Arti figurative, organizzato nel 1948 da Luigi Carluccio, che porta la Valle d’Aosta alla ribalta nazionale con stagioni espositive celebri sino agli anni ’50 e ’60. Nel 1984 sono acquisite una quarantina di opere notevoli dall’asta della collezione del Casino - 140 tra dipinti e sculture di cui 117 di arte moderna e contemporanea a testimonianza di quell’intenso periodo artistico - ed inizia a svilupparsi il progetto della collezione regionale. Questa viene ampliata nel 1988 con la partecipazione della Valle d’Aosta alla 43ma Biennale di Venezia in qualità di sponsor ufficiale della sezione scultura e con un proprio padiglione ai Giardini, caso unico nella centenaria storia della rassegna veneziana. Per questa occasione vengono eseguite dalla DeltaCogne di Verrès opere di grandi artisti italiani ed esteri in fusione a cera persa - con l’obiettivo di rilanciare l’industria siderurgica locale - e in quell’occasione una decina di queste entrano a fare parte del patrimonio regionale: ad esse è dedicata oggi una sala del Castello. Il programma espositivo pluriennale degli anni ’80 e ‘90, che comprendeva un centinaio di mostre soprattutto personali focalizzate sulla pittura, fu occasione di nuove acquisizioni pubbliche concentrate sul contemporaneo, mentre negli anni più recenti invece un ciclo di mostre dedicate alla montagna ha consentito la conoscenza e l’acquisizione di opere degli artisti valdostani più giovani.




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