Emilio Isgrò: i 35 libri dei Promessi Sposi cancellati

6 aprile - 16 giugno 2019

La mostra Emilio Isgrò: i 35 libri dei Promessi Sposi cancellati aggiunge un nuovo capitolo alla rassegna Détails con cui il Castello Gamba - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della Regione autonoma Valle d’Aosta - valorizza il proprio patrimonio, ponendo l’attenzione su uno degli autori presenti in collezione. Frutto della nuova collaborazione tra il Castello Gamba e Casa Testori, l’esposizione presenta l’opera più imponente di Emilio Isgrò, tra i più importanti artisti concettuali italiani: I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati (2016), 35 libri cancellati dedicati da Isgrò alle pagine più celebri de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. L’opera, esemplificativa della poetica dell’artista e delle sue celebri cancellature, dà una chiave d’accesso al romanzo manzoniano e apre un dialogo con l’opera di Isgròconservata dal Museo “Quel che è scritto” (1991) nell’ottica di meglio comprendere, approfondire e valorizzare la collezione del Castello Gamba.

 

EVENTI CORRELATI:

26 aprile 2019, ore 17: I miei Promessi Sposi incontro dedicato all'artista Emilio Isgrò a Les Mots Festival della parola in Valle d'Aosta

 

17 maggio 2019, ore 18: incontro con l'artista Emilio Isgrò e visita guidata con il curatore Davide Dall'Ombra

 

14 giugno 2019, ore 18: Finissage della mostra e visita guidata con il curatore Davide Dall'Ombra

 

7-14-28 aprile, 5-12-19-26 maggio, 2-9 giugno 2019, dalle ore 15 alle ore 17 laboratori per famiglie

(attività bambini 3 euro e adulti 5 euro comprensiva di ingresso al museo)

 

Prenotazioni  info.castellogamba@regione.vda.it

Informazioni eventicastellogamba@regione.vda.it

 

 

La mostra, a cura di Casa Testori, racconta il lavoro di Emilio Isgrò, attraverso due opere messe a confronto fra loro: “Quel che è scritto” (1991) conservata al Castello Gamba e l’opera più monumentale dell’artista, I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati (2016), esemplificativa della poetica di Isgrò e delle sue celebri cancellature chiamata ad entrare in dialogo con l’opera del Museo e, in qualche modo, capace di allargare lo sguardo sull’artista. Un percorso pensato per coinvolgere il visitatore e raccontare la poeticità e profondità del processo di Isgrò e sarà capace di coinvolgere il pubblico in un percorso di avvicinamento e comprensione, anche didattica. Nata in collaborazione con l’Archivio Emilio Isgrò, la mostra presenta un’unica opera articolata e omogenea rappresentata dai 35 libri cancellati aperti su pagine emblematiche, contenuti in altrettante teche di plexiglass. I volumi sono la ristampa anastatica della prima edizione del romanzo nella sua versione definitiva (la cosiddetta Quarantana), edizione che Manzoni aveva fatto illustrare da Alessandro Gonin.

Emilio Isgrò, artista siciliano, trapiantato a Milano, è intervenuto sulle 70 pagine con un’operazione a lui consueta: ha cancellato quasi tutto il testo con inchiostro nero o tempera bianca, facendo sopravvivere solo alcune parole chiave. Quello che sembrerebbe oltraggio è in realtà un atto d’amore, come azione distruttiva che in realtà costruisce: l’intervento di Isgrò ci fa precipitare nel cuore del testo e ci fa capire la grandezza della scrittura manzoniana. «Cancellandola – spiega Isgrò– mi sono accorto di come la scrittura manzoniana sia quanto di più potente e sorgivo abbia offerto la nostra letteratura dopo Dante. Giacché in Manzoni anche la cultura si fa natura». Emilio Isgrò all’arte è arrivato attraverso la parola e la comprensione dell’opera della collezione del Castello Gamba nascerà proprio da qui.




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